martedì 14 giugno 2011

Pane con Lievito Madre della "Cuoca Dentro"

Guardate qui che bel pane….grrrrrrr che invidiaaaaaaa!!!!!!:)))

Appena l’ho visto me ne sono innamorata! Potevo non prepararlo???

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Il mio è uscito molto meno perfetto di quello di Assunta, ma vi assicuro che, perfezione a parte, è veramente squisito!!!! Avrei potuto rifarlo, ma avevo troppa voglia di ricominciare a "far vivere" Mollichina mia.

Ve lo presento:D

Una crosta croccante...

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Una mollica ambrata, morbida, regolare e profumatissima...

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Inoltre, oltre ad essere ottimo, è un pane molto semplice da eseguire, e nel caso in cui non possediate un'impastatrice, non preoccupatevi, tranquillamente potrete impastare a mano, così come ho scelto di fare io per puro divertimento.

E guardate come ad Assunta è uscita la mia rivisitazione del pane di Matera!!! Assunta, ma quanto sei in gamba??? Doppio grrrrrrrrr! :)

"Invidia" a parte:), mia cara Assunta questo è stato il mio modo un po' pasticcione per darti il più affettuoso benvenuto e ringraziarti per tutte le cose meravigliose che già hai proposto su Pan Per Focaccia e che continuerai a donarci sul tuo neonato bloggino:)
Ecco a voi la ricetta di Assunta, copia- incollata integralmente dal suo blog: “La cuoca dentro

Il pane con il LM di Assunta

Ingredienti:

200 g farina integrale
200 g semola rimacinata di grano duro
350 g farina 0 di grano tenero
400 g di Lievito madre
500 g di acqua
1 cucchiaino di malto di riso o d'orzo
15 g di sale

Procedimento:

Mettere il LM spezzettato nella ciotola dell'impastatrice, unire l'acqua ed il malto, con la frusta montare fino ad ottenere una bella schiuma.
Spegnere la macchina, unire la farina tutt'assieme e a mano, con una spatola, dare 4/5 mescolate.
Coprire il contenitore con uno strofinaccio da cucina e lasciare in autolisi per 40 minuti.
Trascorso il tempo, montare il gancio ed impastare per circa dieci minuti unendo il sale poco prima della fine della lavorazione.
Fare un paio di giri di pieghe del tipo 1 direttamente nella ciotola, coprire con canovaccio e lasciar riposare per un'ora.
Trasferire l'impasto sul piano di lavoro, fare un altro giro di pieghe e poi formare il filone, adagiarlo direttamente sulla teglia di cottura.
Spolverare il pane con semola rimacinata di grano duro, coprire con uno strofinaccio e chiudere
la teglia in una bustona di cellophane.
Lasciare lievitare per 2 ore a temperatura ambiente e poi trasferire in frigo per tutta la notte.
Al mattino: Accendere il forno a 250° posizionando sul fondo una piccola teglietta, estrarre l'impasto dal frigo, praticare un unico taglio verticale lungo quasi quanto il filone di pane.
Versare 2 dita d'acqua nella teglietta posizionata sul fondo del forno e procedere alla cottura

abbassando subito la temperatura a 220°, lasciar cuocere in questo modo per circa 35/40 minuti e poi, per ottenere una bella scorza croccante, con il forno in fessura per altri 15 minuti.

Dimenticavo...oggi sento soffiare un meraviglioso venticello di libertà... Battiquorum....siiiiiiiiii!!!!!


sabato 23 aprile 2011

Il casatiello dolce.

Preparai questo meraviglioso casatiello dolce l’anno scorso, insieme al "Piccilatiedd" e non lo pubblicai sul blog, perché terminai e feci le foto il giorno di Pasqua, o giù di lì, per cui decisi che sarebbe stata la ricetta con la quale, l’anno dopo, avrei fatto i miei auguri; e così è stato.
La ricetta appartiene alla tradizione pasquale campana e potete trovarla qui e qui su Gennarino; riporto integralmente ciò che scrissi all’epoca, ed è della mia dolce Lizzy, alla quale ancora oggi sono grata per averci fatto dono tanto prezioso! Grazie Lizzy!!!:)))
Mamma mia, come lievitò bene, una vera soddisfazione!

 Casatiello
dolce


CASATIELLO DOLCE di Lizzy

Ingredienti • 300 g criscito (pasta da riporto fermentata)
• 8 uova (+ 2 albumi per la glassa)
450 g zucchero
200 g burro
• ½ lievito birra (12 g)
1 kg farina di forza
• aroma vaniglia
• 150g uvetta
200 g cedro e scorzette
• 1 buccia di limone grattugiata
• 1 bicchierino di rhum (o strega)
• 1 pizzico di sale
• 200 cl latte

Preparazione:
Primo impasto: con 3 uova, impastare il criscito e 70-80 g di farina dal totale; fare un panetto e lasciarlo lievitare in un recipiente chiuso, a temperatura ambiente per una notte.
L’indomani, mescolare con le fruste, 5 tuorli con 450 g di zucchero.
A parte, sciogliere il primo impasto con i 5 albumi restanti e il ½ pezzetto di lievito di birra. 
Unire tutto ed aggiungere il latte, la farina, i 200 g di burro morbido, gli aromi, il liquore, i canditi a pezzettini, l’uvetta fatta rinvenire in acqua calda e rhum ed infarinata.
L’impasto sarà morbido.
Metterlo un una teglia dai bordi alti, imburrata ed infarinata, riempiendone circa la metà e lasciare lievitare per 12-24 ore in un luogo tiepido (dovrebbe raddoppiare). 
Fare cuocere a calore moderato (150° C) per più di 1 ora.
Quando sarà freddo, toglierlo dalla teglia, coprire la superficie ed i bordi con la glassa, cospargere di confettini colorati e far asciugare in forno a 100° C.
Glassa: 2 albumi + 10 cucchiai di zucchero a velo + succo di ½ limone, confettini colorati;
sbattere gli albumi con lo zucchero a velo ed il succo di ½ limone, fino a che diventi una spuma lucida dalla consistenza abbastanza soda.



Mi è piaciuto molto, dolce, profumato, un pochetto asciutto, ma nulla di fastidioso, anzi! Ho ritrovato il sapore dei dolci tradizionali e l’alveolatura compatta e regolare ha dato modo al casatiello di durare nel tempo. (Dopo dieci giorni dalla sua preparazione scattai la foto dell’interno, eccola…)

Casatiello
dolce

Ho impastato con l'impastatrice. Ho utilizzato il lievito madre al posto del criscito ed in corso d’opera ho attuato dei piccolissimi adattamenti non voluti. Ho infatti dovuto aggiungere un uovo in più (compreso di albume); probabilmente i miei rossi d'uovo erano più piccolini, quindi quando sono andata a sbatterli con lo zucchero, lo zucchero non si scioglieva perfettamente, di conseguenza ho poi eliminato 25gr di burro e 25gr di latte per riequilibrare il tutto. All’interno dell’impasto ho aggiunto solo l’uvetta e non i canditi, che invece ho utilizzato per la decorazione, non trovando i confettini colorati. La glassa si è asciugata all'aria e non in forno.
Ecco tutto. Poi ho seguito esattamente le precise indicazioni di Lizzy. 
La lievitazione è stata lenta, ma continua; per arrivare circa al bordo di uno stampo col buco da 35 cm di diametro ci ha impiegato 20 ore. In forno ha continuato a crescere oltrepassando il perno centrale, infatti alla fine più che un casatiello sembrava una specie di Bollo.

Una raccomandazione: usate obbligatoriamente i confettini colorati per la decorazione, Lizzy me lo ha specificato, io purtroppo non li trovai!  


AUGURI DI BUONA PASQUA!!!


martedì 5 aprile 2011

Polpettine di patate e pane.

Ricetta semplice come ogni ricetta popolare, ma veramente molto, molto gustosa!
Ecco a voi le polpettine di patate e pane:)

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Mi fu data a Senise ben 9 anni fa, senza proporzioni, solo ingredienti; logicamente fa parte delle tipiche ricette da fare “a occhio”; da allora le ho sempre preparate, arrivando alle dosi che vi propongo, in base ai miei gusti, voi potete anche modificarle seguendo le vostre esigenze.
La prima volta pensai…facilissime!!! Iniziai a friggere queste povere polpettine senza accortezza alcuna…risultato??? Mi si aprirono tutte in cottura, una vera strage!!! Polpette spiattellate ovunque!!!:D
“Essì”, sono delicatissime, ecco perché ero molto titubante nel pubblicarle, ma sono troppo buone, non ce l’ho fatta a non presentarvele!
Ho notato che non ammollando il pane, essendo il tutto più asciutto, il problema sparisce, ma francamente rimangono più secche, meno morbide, e non le preferisco. Ho quindi deciso di stare più attenta mentre le friggo.
Molto dipende anche dalle patate, logicamente, se più o meno farinose, ma questo lo sapete meglio di me!


Polpettine di patate e pane. 

Ingredienti:
150gr di pane casereccio ammollato nel latte, no panini, né pane per tramezzini.
500gr di patate lesse e schiacciate
100gr di pecorino grattugiato
50gr di salsiccia tagliata a tocchetti molto piccoli
1 uovo
Olio di oliva per friggere
Sale, pepe, prezzemolo, qb

Preparazione:
Mettere in ammollo il pane nel latte .
Lessare le patate, passarle nello schiacciapatate e lasciare raffreddare. Strizzare ben, bene il pane, eliminando il latte in eccesso, unirlo alle patate e al resto degli ingredienti. Formare delle polpettine non più grandi di una noce, meglio ancora se più piccole, infarinarle in farina di semola e friggere.

Come friggerle:
Il momento della frittura, come già detto, è quello più delicato; se non si sta attenti, le polpettine tenderanno ad aprirsi. Io mi regolo così…in una padellina coi bordi alti, metto abbondantissimo olio. Friggo poche polpette alla volta, faccio cadere le polpette nell’olio, dovranno essere coperte per tre quarti, e non le tocco fino a quando iniziano a formare sulla base una bella crosticina dorata, solo allora le capovolgo delicatamente per fare dorare anche la parte superiore. Una volta dorate in maniera il più possibile omogeneo, le tolgo dall’olio e le ripongo su carta assorbente. Cerco di mantenere la temperatura dell’olio il più possibile costante, deve sobbollire formando però delle bollicine lievi, mai troppo violente. Nel caso in cui si dovesse riscaldare troppo, consiglio di spegnere, fare raffreddare leggermente, e poi riprendere la frittura.




giovedì 10 marzo 2011

Cassata al forno caramellata.

Si, è vero, è da un po’che non scrivo, ma che ci posso fare…io non riesco a forzarmi!
Chi mi conosce sa che non amo essere prigioniera di schemi o di automatismi. Io scrivo perché amo la condivisione, perché mi diverte la cucina, perché mi dà gioia sapere che c’è qualcuno che mi legge e trova le mie ricette interessanti, così come trova interessante il mio blog, ma nello stesso tempo, non riesco a tradire quello in cui più credo, la mia libertà.
Vi chiedo scusa, ma non riuscirò mai a pubblicare in maniera regolare, non fa parte di me. Amo la spontaneità, e mi piace scrivere quando ne ho voglia, così come mi piace cucinare quando ne ho voglia, il sentirmi “ingabbiata” mi soffoca. L’unica “gabbia” che posso accettare è questa dorata gabbia di caramello, ecco, questa si che “mi è dolce”.


Una gabbia dal colore dorato, rimando visivo al caldo sole siciliano, che racchiude un mondo meraviglioso, in cui una croccante pasta frolla dal retrogusto di mandorla avvolge una crema di ricotta che, con la cottura in forno, pur rimanendo delicata, assume una nota particolare, quasi ad esaltarne gli aromi.
Adoro i miei lettori, e quotidianamente, nelle tante mail che mi arrivano, ritrovo calore, affetto, stima e questo mi rende fiera, fiera e felice, e per loro cerco di fare sempre del mio meglio e di trovare ricette particolari, ed uniche, e vi assicuro che questa cassata al forno lo è.
La ricetta è stata tratta qui da Gennarino, ed è di Albenghi, che ringrazio, e a cui “lascio la parola”

Cassata al forno di Albenghi.
Dirò subito che non si tratta della versione classica che a Palermo si elabora comunemente in pasticceria ma di una mia rivisitazione che, come vedrete, contempla l’utilizzo della farina di mandorla sia nella frolla che nel ripieno e non contiene strutto che, a detta di molti, risulta alquanto indigesto. Vi assicuro che questa friabilissima torta è davvero straordinaria.

Ingredienti per la pasta

140 gr. farina 00 (ho utilizzato un preparato per torte con amido di frumento)
100 gr. farina di mandorla
160 gr. burro
80 gr. zucchero
2 tuorli d’uovo
1 cucchiaio di Cointreau
1 presa di sale

Ingredienti per il ripieno

800 gr. ricotta di pecora
240 gr. zucchero
50 gr. farina di mandorla
50 gr. di cioccolato fondente 70% cacao

Procedimento
Mettete gli ingredienti in una bastardella d’acciaio e aiutandovi solo con una forchetta preparate una frolla. Avvolgete quindi l’impasto ottenuto con un film da cucina e mettetelo a riposare nella parte meno fredda del frigo per almeno tre ore. Nel frattempo iniziate a preparare il ripieno lavorando in una terrina con una forchetta la ricotta e lo zucchero. Ottenuto un composto omogeneo incorporate la farina di mandorla e il cioccolato che avrete precedentemente tritato con un coltello. Al momento di preparare la torta stendete 2/3 della frolla con un matterello e sistematela su una tortiera del Ø di 22 cm. foderata con della carta forno. Bucherellate poi con i rebbi di una forchetta e versate il ripieno livellandolo con una spatola. Stendete il restante terzo della frolla ottenendone un disco e coprite la torta pizzicando la pasta sui bordi per farli aderire ben bene. Cuocete 30 minuti a 180° (gli ultimi 3 minuti con il grill in funzione). Fate raffreddare completamente e spolverizzate con lo zucchero a velo
Vi consiglio di farla riposare almeno 12 ore prima di servirla



Io ho proceduto così:
Nel giro di una settimana ho preparato questo dolce due volte, me ne sono innamorata!
La prima volta ne ho fatte 7 miniporzioni utilizzando gli stampini tondi ed ho adornato il tutto, come già detto sopra, da "gabbie" di caramello.

Prima di aggiungere la ricotta ho isolato la frolla con dell'albume d'uovo ed in più ho sbriciolato sulla base un pochetto di pan di spagna per assorbire l'umidità aggiuntiva della ricotta. La frolla è rimasta croccante ma di una croccantezza particolare, quasi fragrante. In questo caso ho dimezzato le dosi degli ingredienti del ripieno, tranne che per la cioccolata ed ho aggiunto 50gr di farina di mandorle, più 50gr di farina nell'impasto della frolla.
La seconda volta ho seguito la ricetta puntigliosamente e ne ho fatto un unico dolce, ho solo isolato la frolla con l'albume, ma senza utilizzare il pan di spagna, la frolla è venuta molto morbida.

Un dolce squisito in entrambi i casi, anche se ho preferito la frolla più croccante che andava a sposarsi magnificamente con la morbidezza del ripieno, per cui utilizzerò sempre il pan di spagna, in modo da assorbire l’umidità della ricotta.

La ricetta del caramello finalizzata a questo tipo di utilizzo, l'ho presa qui http://www.coquinaria.it/cgi-bin/ubb/ul ... 683/2.html E' stata consigliata da Pinella, ed è di Rita Mezzini-Sadler:

50 gr di zucchero semolato
25 gr d'acqua
Far prendere il bollore.Aggiungere 50 gr di glucosio. Far caramellare ma fermare la cottura quando si vede che diventa giallo dorato.

Io ho utilizzato 30gr di glucosio, perché solo quello avevo.
Ho utilizzato gli stessi stampini in cui ho cotto le cassatine. Li ho capovolti, ho bagnato la loro superficie di olio di semi, ed in seguito ho fatto cadere da una forchetta tutti i fili di caramello che nel frattempo avevo fatto addensare un pochetto, stando attenta a non farli troppo spessi; il caramello non deve essere caldissimo. Pur essendo la prima volta, non ho avuto assolutamente problemi; immediatamente, indurendosi, il caramello ha dato vita a delle gabbiette dorate tanto carine che si sono staccate dallo stampo senza alcuna difficoltà. Solo un’accortezza, attenti, il caramello tende a sciogliersi, ho letto che più di tre ore non resiste perché assorbe l’umidità dell’aria, per cui sappiatevi regolare.


Amo la libertà, sì, e amo anche lottare, sempre e comunque…condanno l’indifferenza e il continuo delegare agli altri!!!
Sabato sarò qui per difendere i valori della Costituzione e della Scuola Pubblica, magari riuscirò a conoscere dei miei lettori lucani!!! Se manifesterete, fatemi sapere.
Vi aspetto…sabato 12 marzo, alle ore 17,00 tutti a Largo Pignatari a Potenza, con in mano la Costituzione e il tricolore!