lunedì 1 febbraio 2010
I kranz di Luca Montersino
venerdì 22 gennaio 2010
Ils sont merveilleux ces croissants!!!
Les voilà…!!!!
Eh si…queste “piumine” erano pronte ancor prima che Paoletta postasse la sua nuova ricetta di croissants.
Pronti si..ma anche finiti purtroppo!!!
Nel giro di poche ore io e mio marito ne abbiamo fatti fuori 9......e chi aveva la forza di resistere a quel profumo inebriante, a quella sofficità, a quel sapore divino…no proprio non era possibile!!!!
Conoscendo, però, la mia golosità sono stata lungimirante…ne ho congelata una parte che non aspetta altro che essere mangiata….quella di domani sarà per la mia famiglia una colazione meravigliosa!!!
Per la ricetta vi rimando direttamente a lei, sarebbe inutile postarla visto il prezioso passo a passo da cui non si può prescindere in alcun modo.
lunedì 18 gennaio 2010
La Rafanata
Attraversando in macchina
Il Rafano… esclamo felice! Il contadino mi sorride, fiero del suo prodotto.
Immediatamente mi viene in mente che mi trovo nel regno del Rafano e della Rafanata. Emblema della cultura contadina, il rafano, magico come le sue proprietà curative, dal sapore piccante-amaro, che quando viene grattugiato ti “ferisce” il naso e ti fa lacrimare gli occhi dati i suoi effluvi potenti, insaporisce da sempre le pietanze dei lucani.
Pur essendo una radice di una pianta perenne, è proprio durante il periodo di Carnevale che viene raccolto ed utilizzato. Una sua spolverata, per esempio, accompagna ed impreziosisce i ferretti al ragù o conditi con la mollica e diventa elemento principe della Rafanata.
…Definirla frittata al forno sarebbe riduttivo…
Una preparazione speciale che, ancora una volta, nasce da elementi semplici e umili, dalle uova, dal pecorino, dal rafano, dalle patate, dallo strutto.
In Basilicata ne esistono differenti varianti, io vi porgo la mia versione.
Vi è quella base, fatta di sole uova, rafano e pecorino, quella con le patate (che preferisco), o ancora è possibile trovare al suo interno la mollica del pane, o la salsiccia stagionata, comunque tutti elementi poveri, legati al territorio e al mondo contadino; da sempre cotta in forno con lo strutto e in coccio; io un coccio così grande non lo avevo, per cui, per queste dosi, ho utilizzato uno stampo da forno in porcellana di 29cm di diametro e
Ingredienti
8 uova medie
500gr di patate lessate e schiacciate
150gr di pecorino (Io ho utilizzato il Canestrato di Moliterno)
50gr di rafano
30gr di strutto per ungere la teglia
un pizzico di sale
Preparazione
Lessare e passare le patate. Decorticare il rafano con l’aiuto di uno spelucchino e grattugiarlo. In una ciotola sbattere le uova con il pecorino, aggiungere poi il rafano e le patate; un pizzico di sale e mettere in una teglia, precedentemente cosparsa di strutto. L'impasto non risulterà liquido, ma corposo. Mettere in forno statico e preriscaldato a 200C° per circa tre quarti d’ora. Deve formare una bella crosticina colorata.
Se riuscite a reperire il Rafano, chiamato Cren nel Nord Italia, preparate questa ricetta, non ve ne pentirete:)
martedì 5 gennaio 2010
Un magnifico Pandoro
Pur avendolo preparato per il giorno di Natale, ho deciso che, come buono auspicio per il mio bloggino, il primo post dell’anno sarebbe stato dedicato proprio a questo magnifico pandoro, e così ho fatto!
Il giorno di Natale svettava trionfante in mezzo ad una marea di dolciumi, fiero come colei che lo aveva creatoJ
Non è assolutamente facile riuscire bene in un lievitato di tal fatta, ma vi assicuro che, se riesce, regala soddisfazioni uniche, e siccome è difficile che le perfette ricette di Adriano non riescano, ve la consiglio vivamente.
Il profumo e il sapore erano magnifici, la vaniglia prevaleva e accompagnava splendidamente il sapore delicatissimo del burro. Si riusciva a scorgere anche il sapore della cioccolata bianca. Per quanto riguarda la consistenza, era umida e soffice al tempo stesso. Si scioglieva in bocca e non era per nulla pesante, anzi, mangiata una fetta ti veniva voglia di prenderne un'altra, al contrario di quelli comprati che ti disgustano immediatamente. Splendido insomma! Eccone la fetta.
Mi scuso per la qualità delle foto, ma vi immaginate cosa possa essere significato fotografare sulla tavola di Natale, con mamma e sorella che giustamente pressavano perchè 20 ospiti stavano per arrivare? Ho scattato quattro foto e via!
Riporto integralmente la ricetta di Adriano, anche se, come al solito, vi rimando al suo blog. Il Maestro, arricchisce il post con un prezioso passo, passo, da cui è impossibile prescindere per comprendere al meglio la ricetta.
Versione senza sfogliatura





























