Penso che mai mi riuscirà più di riunire così le mie due grandi passioni, la cucina della tradizione e la musica popolare . Grazie a Letyna e a Paoletta che mi hanno fatto conoscere questo interessantissimo sito http://www.tradizionipopolariaulos.com/ sono entrata nel mondo della tradizione siciliana, approfondito in ogni suo aspetto.
Di primo acchito, la mia attenzione è caduta dinanzi ad un antico quaderno scannerizzato,

che propone antiche ricette scritte a mano da Nonna Maria; è stato emozionante!
Di primo acchito, la mia attenzione è caduta dinanzi ad un antico quaderno scannerizzato,

che propone antiche ricette scritte a mano da Nonna Maria; è stato emozionante!
Non so perché, ma il pensiero è volato a mia nonna, e alla sua scrittura ordinata e arzigogolata che sapeva di antico. Certo, Nonna Maria può essere la nonnina di ognuno di noi, ma pochi hanno la fortuna di possedere un quaderno di ricette di famiglia da conservare con gelosia ed orgoglio, ma allo stesso tempo da tramandare alle generazioni future.
E come fare questo, se non tramite internet???
Ma il Centro Ricerche Tradizioni Popolari “Aulos”, fondato dal Maestro Raimondo Catania, fine ricercatore di tradizioni popolari della Sicilia di fine 800 e inizio 900, non solo si propone di salvaguardare elementi fondamentali quali la cucina, ma soprattutto di conservare e tramandare tutto ciò che vi è di folkloristico e tradizionale, ed ecco che si possono trovare notizie circa la musica, o le danze popolari, o gli strumenti tipici siciliani, o perdersi nei ritmi e nella metrica tradizionale delle filastrocche e capire come è avvenuta nei secoli la stratificazione linguistica del Siciliano, ritrovando testi studiati all’università come quello del glottologo tedesco Gerhard Rohlfs.
Ma il Centro Ricerche Tradizioni Popolari “Aulos”, fondato dal Maestro Raimondo Catania, fine ricercatore di tradizioni popolari della Sicilia di fine 800 e inizio 900, non solo si propone di salvaguardare elementi fondamentali quali la cucina, ma soprattutto di conservare e tramandare tutto ciò che vi è di folkloristico e tradizionale, ed ecco che si possono trovare notizie circa la musica, o le danze popolari, o gli strumenti tipici siciliani, o perdersi nei ritmi e nella metrica tradizionale delle filastrocche e capire come è avvenuta nei secoli la stratificazione linguistica del Siciliano, ritrovando testi studiati all’università come quello del glottologo tedesco Gerhard Rohlfs.
Bellissimo!!!!!!
Complimenti Sig. Raimondo, complimenti di cuore per quanto lei ha fatto!!!!
Tornando, però, alla cucina, una ricchezza di informazioni tale poteva non coinvolgere Paoletta, Letyna e me????
Complimenti Sig. Raimondo, complimenti di cuore per quanto lei ha fatto!!!!
Tornando, però, alla cucina, una ricchezza di informazioni tale poteva non coinvolgere Paoletta, Letyna e me????
Ed ecco che ognuno di noi ha scelto di preparare una ricetta e porgerla a voi, Paoletta ha scelto i Parigini con le mandorle, Lety i Biscotti al latte
La mia è questa:

Queste mele

si sono, così, trasformate in marmellata

Ritrascrivo integralmente la ricetta presa qui, metto solo fra parentesi le mie piccole modifiche.
Marmellata di cotogne: dal quaderno di Nonna Maria

Queste mele

si sono, così, trasformate in marmellata

Ritrascrivo integralmente la ricetta presa qui, metto solo fra parentesi le mie piccole modifiche.
Marmellata di cotogne: dal quaderno di Nonna Maria
Ogni chilo di cotogni passati, mettere 800 grammi di zucchero (io 600 gr), mescolare bene e mettere nel fuoco, appena bolle, 10 minuti, un quarto d’ora, scenderla dal fuoco; quando è fredda mettere 203gr di salicilico (io non l’ho aggiunto). Mescolare bene e mettere in boccia. (Ho sterilizzato i vasetti in forno a 120 °C e li ho riempiti con la marmellata calda. Dopo averli tappati, li ho capovolti per far fare il sottovuoto, ed ho lasciato raffreddare.)
(Come bollire le cotogne, recuperandone la passata.)
I cotogni bollirli interi, lavarli, metterli in pentola con un po’ di fette di limone e farli cuocere. Toccandoli, quando un po’ morbidi, ( a me la buccia si era iniziata a staccare da sola) scenderli dal fuoco, e freddi sbucciarli, togliendo tutto il morbido a pezzetti e passarlo al setaccio; passa tutto a quello medio.
Fine.
Ne è uscita una marmellata ottima, una dolce polpa di mele che può essere utilizzata non solo per la colazione, ma anche per farcire i vostri deliziosi dolci.
Letyna, Paoletta, vi sono grata per avermi coinvolto, e per avermi dato il modo di arricchirmi grazie a Nonna Maria e al Maestro Raimondo!!!!


























