martedì 8 settembre 2009

La cassata siciliana

Questa “povera” cassata è da più di un mese che è “parcheggiata” su flickr in attesa di diventare post (faccinachediventarossa).

Cassata siciliana

L’avevo preparata per festeggiare degnamente il mio compleanno, ma poi, fra una cosa ed un’altra, è stata trascurata, e siamo giunti ad oggi.
Quando pensavo ad una cassata mi veniva in mente la bellissima cassata di Teresa, e l’altrettanto bella cassata di Rossella, su Gennarino, forum che ringrazio ancora una volta, ed è proprio a queste ricette che mi sono rifatta e che ho studiato, ben, bene, prima di partire per questa mia magica avventura e che consiglio vivamente di leggere data la loro precisione e date le foto del “passo a passo” che per me sono state fondamentali. Prima di cimentarvi date una letturina anche qui e qui, troverete nozioni interessantissime ed utili.

Per la PREPARAZIONE ed il MONTAGGIO vi rimando alla ricetta di Teresa. Non la riporto, scusatemi, ma sarebbe inutile, come ho già detto, è corredata di foto che sono fondamentali per la riuscita del dolce.

Per formare ho utilizzato uno stampo, che poi in realtà era un tegame da cucina di quelli bassi, avente come diametro 30cm e come altezza 7 cm. E’ uscita una “cassatona” che poteva soddisfare le esigenze di almeno 40 persone.

Per il PAN DI SPAGNA ho utilizzato uno stampo da 26 e ho seguito, come sempre, la ricetta classica senza lievito, servendomi di 6 uova e mettendo per ogni uovo, 30gr di farina e 30gr di zucchero. Utilizzando lo stesso stampo, la prossima volta ne farò uno più grande, questo è bastato, ma se ce ne fosse stato di più, sarebbe stato meglio.

Per la preparazione dello stesso vi rimando al blog di Marjlet che ci presenta un interessantissimo vademecum del pan di spagna, compreso di video, che consiglio di leggere.

Per il RIPIENO
1 Kg e 200 di ricotta di pecora (messa in frigo a scolare dal suo siero per 12 ore)
240 gr zucchero
110gr di goccioline di cioccolato

La prossima volta aggiungerò anche i pezzettini di canditi all'interno.


Per la PASTA DI MANDORLE mi sono rifatta alla ricetta di Rossella, dimezzandone però la dose, anche se ne sono abbondati circa 100gr. La riporto integralmente; fra parentesi le mie modifiche.


Preparate la pasta di mandorle aggiungendo del colorante verde (io 2 fialette, la prossima volta ne metterò almeno 3):

kg.1 di mandorle ridotte in farina (io 500gr)

kg.1 di zucchero (io 500gr)

250 gr. di acqua (io 125gr)


Mettete in un tegame l'acqua e lo zucchero portandola ad ebollizione, aggiungete un pizzico di colorante verde, toglietela dal fuoco non appena lo zucchero fila ed incorporate la farina di mandorle mescolando fino a quando gli ingredienti si saranno amalgamati tra loro. Versate la pasta sul tavolo di marmo, opportunanmete bagnato e appena sarà fredda lavoratela a lungo finchè non diventa liscia e compatta.

Per la GLASSA A FREDDO ho considerato la ricetta del sito di Gennarino, che riporto fedelmente, raddoppiandone, però, la dose. Anche qui ne è abbondata un po’; sempre fra parentesi le mie modifiche.
Ingredienti:

350 gr di zucchero a velo (io 700gr)

1 albume (io 2)

3 cucchiai di succo di limone (io 6)

una stecca di vaniglia.

La glassa è una preparazione semplicissima e di sicura riuscita, a condizione di NON usare lo zucchero a velo preparato in casa con il macinacaffè. Questo, infatti, non riesce a macinare lo zucchero come le macine di tipo industriale, con la sgradevolissima conseguenza di vedere la glassa appena preparata creparsi tutta durante l'asciugatura. Preparare lo zucchero vanigliato infilando, quattro o cinque giorni prima della preparazione del dolce, una stecca di vaniglia in un barattolo contenente lo zucchero (ricordate che la vaniglia può essere riutilizzata). Al momento di preparare la glassa, setacciare lo zucchero a velo in una ciotola. Aggiungere l'albume e tre cucchiai di succo di limone filtrato. Lavorare il composto con lo sbattitore elettrico fino ad ottenere una glassa liscia e senza grumi. Questa va poi conservata, in attesa del suo uso, coprendola con una pellicola per evitare che si secchi.

Anche per la BAGNA mi sono rifatta alla ricetta di Teresa raddoppiandone la dose. Non l’ho utilizzata tutta.
Mettere a bollire 200 gr di acqua (io 400gr) con due cucchiai colmi di zucchero (io 4) e la buccia di un limone non trattato fino a quando l'acqua non si sia ristretta più o meno della metà (questo sciroppo, una volta raffreddato, va diluito con una quantita' uguale di maraschino ( io Strega) o altro liquore a scelta).


Per la DECORAZIONE, logicamente, vanno usati canditi artigianali. I canditi sono fondamentali, rappresentano una parte sostanziale del dolce, per cui vi consiglio di non usare assolutamente quelli del super, bensì quelli artigianali, magari fatti da voi.

Leggere ciò che dice Anita (Tavernadei7peccati) qui mi ha letteralmente rapita:

Premesso che ognuno in casa propria cucina come vuole, la cassata "vera-vera" esige una decorazione faraonica: nel centro un'arancia candita intera, o un mandarino, a seconda delle dimensioni della cassata stessa. Dal frutto centrale partono i "petali" fatti di strisce di zuccata, dentro i quali si trovano frutti canditi a spicchi o a metà, pere, arance ed altri. Nei punti di giunzione delle strisce di zuccata e nei vuoti ci sono le ciliegie candite,e, se vogliamo essere proprio ortodossi, c'è una decorazione di glassa di zucchero sullo spessore della zuccata(meno di 1/2 cm), altra decorazione di glassa bianca effetto merletto sui bordi della cassata, violette candite e confettini argentati….


Teresa consiglia mezzo mandarino, del cedro, della zucca, delle ciliegie. Io ad agosto ho trovato solo il mandarino, il limone, l’arancia e le ciliegie. La zucca non è stata possibile reperirla.

Anche PER SERVIRLA si seguono delle consuetudini di cui non ero a conoscenza, ma che mi hanno affascinata e che ho seguito allegramente. Ancora Anita ci dice che:

nell'ortodossia di santa Cassata, c'è una regola pure per servirla, almeno a livello casalingo. Infatti si tolgono con cura i canditi della decorazione e si tengono da parte, accomodandoli con cura su un piatto, mentre i commensali osservano con bramosia e soppesano mentalmente, tipo contabili, la parte che toccherà loro. Quindi si divide la cassata, cercando di accontentare chi vuole il laterale tutto verde, o tutto bianco o metà e metà. A questo punto si dividono i canditi, mettendoli a parte, di fianco alla porzione, facendo in modo che ad ognuno ne tocchi uno per tipo. Resta ovviamente la rissa finale per prendersi l'arancia intera, che, per me, è la cosa migliore in assoluto!!!


Pur se in ritardo, sono felice di festeggiare insieme a voi il mio compleanno.
Questa fettona è tutta vostra, compreso di mandarino, il candito più importante;)

Cassata

martedì 11 agosto 2009

Peperoni in agrodolce con mollica di pane e mandorle

Ultimamente sono latitante, ma abbiate pazienza, sono al mare con la famiglia e mi risulta molto difficile occuparmi del blog e soprattutto pasticciare, dato che sono tornata ad essere figlia e si sa…i figli vengono coccolati;)
Per farmi perdonare vi lascio questa ricetta che appartiene alla mia famiglia.

Peperoni fritti con mollica di pane e mandorle in agrodolce.

Come ogni ricetta di famiglia non ha dosi o proporzioni, ma si assimila semplicemente guardando con amore i gesti delle persone care, così come è successo per la ciambotta, o per le melanzane a funghetto, o per le zucchine alla scapece e così via!
Per proporla a voi ho deciso di misurarne gli ingredienti, che logicamente sono indicativi, l’importante è utilizzare un ottimo olio extra vergine di oliva e la mollica di pane casereccio raffermo.
Vi consiglio di non utilizzare pane grattugiato, o mollica di panini o quant’altro, solo pane casereccio.
Per il resto lasciatevi guidare dal vostro gusto personale.
Un’ultima cosa….se siete a dieta non avvicinatevi proprio a questa ricettina, che se si decide di preparare deve essere condita con tutti i crismi; non lesinate sull’olio, il pane lo assorbirebbe completamente.

Ingredienti:
2 peperoni grandi per arrostire
100gr di mollica di pane
80gr di mandorle sminuzzate
50gr di aceto bianco
10 gr di zucchero
Olio extra vergine di oliva qb
Sale qb

Preparazione:
In un bicchiere fare sciogliere lo zucchero nell’aceto mescolando con un cucchiaino.
Tagliare i peperoni a dadini piuttosto grandi e in una padella farli sfriggere a fuoco lento con abbondante olio. Giunti a cottura, mettere da parte i peperoni e nel loro olio bollente sfriggere la mollica di pane fino a quando non risulterà dorata e i pezzettini più grandi avranno acquistato croccantezza. Rimettere i peperoni nella padella e saltarli assieme alla mollica di pane sfritta aggiungendo le mandorle sminuzzate. A questo punto salare.
Aggiungere il composto di aceto e zucchero e continuare la cottura fino a quando questo non sarà sfumato del tutto.

Peperoni fritti con mollica di pane e mandorle in agrodolce.

martedì 28 luglio 2009

Ogni favola è un gioco, ossia: “Cavatelli di fiori di zucca alla crema di zucchine”

O ancor meglio….ogni gioco è una favola!!!

C’era una volta, nel magico mondo di Foodblogger, la Fatina del Lievito.

Una fatina che, a detta di tutti, “andava spargendo polvere di lievito” per fare felice la comunità.
Un giorno d’estate, la fatina pensò di organizzare un giochino/concorso per fare divertire i suoi amici regalando una ricetta e chiedendo a tutti coloro fossero interessati di fotografarla, apportando, se volevano, qualche modifica, e quindi dal suo castello incantato pubblicò questo, rilasciando a tutti in dono questa icona fatata e colorata che avrebbe portato bene ai partecipanti.


logo paoletta


Tinuccia, una dolce bambina solare e paffutella, dai capelli rossi e lunghi e dagli occhi vispi e curiosi, all’allegra novella, felice decise di partecipare.

Iniziò, allora, a pensare come modificare quella ricetta ottima di suo, e ancor di più a sfogliare tanti giornali con il fine di prendere spunto per la sua fotografia e renderla degna di tale giochino.
La cosa era veramente difficile, tante erano le idee, ma nessuna era chiara e definita.
Il giorno dopo, mentre Tinuccia pasticciava felice nella sua cucina, ricevette una telefonata…..era la sua bella Letynaaaa:))) di corsa alzò la cornetta, e che sentì dall’altro capo del filo???
La voce di una brutta stregaccia dispettosa e puzzolente che iniziò a sfidarla “ a colpi di zucchine”.
Ma come era possibile…la dolce Principessa delle Torte che fine aveva fatto????
CHI l’aveva ridotta così???
Era stata la Stregaccia dello Zucchero che, per vincere, si era impossessata di lei.

La dolce Tinuccia non aveva parole dinanzi a cotanta cattiveria, e allora disse solo…” questa stregaccia va sistemata, solo così riuscirò ad avere indietro la mia dolce principessina”.
I dispetti durarono per giorni, ed anche Tinuccia non si tirò indietro, anzi, incalzò la dose…..ma la cosa più importante fu che, per fare felice la Fatina Paoletta e per salvare la Principessa Letyna dalle grinfie della stregaccia, fece luce in se stessa e le idee finalmente
si chiarirono e dal nulla spuntò questa….PUFF!!!!

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Della ricetta originaria Tinuccia aveva modificato solo il tipo di pasta facendo dei cavatelli di fiori di zucca così come le aveva insegnato la suocera, eliminato i pomodori sostituendoli con dei fiori di zucca sfritti assieme alla cipolla e aveva aggiunto le mandorle, da crudo e passate al mortaio, durante la fase dell’impiattamento. Niente formaggio, né spezie, né basilico, il sapore delicato dei cavatelli sarebbe stato soffocato da quello degli altri ingredienti.


Cavatelli di fiori di zucca della Signora Elena con crema di zucchine.

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Ingredienti per l'impasto:
370gr farina di semola
60 fiori di zucca
75gr di acqua

Ingredienti per il condimento

3 zucchine
20 fiori di zucca tagliuzzati (solo il fiore)
Cipolla di Tropea qb
Olio evo qb

Preparazione:
Pulire i fiori di zucca, prendere solo il fiore, eliminando pistillo e gambo.

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Eliminare la "barbetta" grattando con un coltello sulla superficie dei fiori. Porre il tutto nella ciotola del mixer, aggiungere l’acqua e ridurre a crema.

Formare una fontana con la farina setacciata ed al centro far cadere la crema, impastare per 15, 20 minuti fino ad ottenere un impasto liscio e vellutato. Deve risultare non duro, ma neanche molliccio.
Fare riposare l’impasto per mezz’ora, coperto da una ciotola.

Passato il tempo necessario cominciare a formare i cavatelli. Per la formatura rifatevi alla mia ricetta degli strascinati, ma utilizzate solo due dita invece che 3. Fare asciugare per circa 3 ore.
Durante il periodo di riposo dei cavatelli, tagliare a julienne le 3 zucchine, e nella padella fare soffriggere la cipolla di tropea tagliuzzata. A doratura, aggiungere le zucchine, salarle e farle consumare; giunte a cottura, mettere nel mixer il tutto e ridurre in crema.
In un’altra pentola fare soffriggere l’olio con la cipolla, arrivata a doratura eliminarla ed aggiungere i 20 fiori di zucca tagliuzzati. Saltare per pochi minuti. Pestare i 40gr di mandorle crude nel mortaio.
Cuocere i cavatelli in abbondante acqua salata, scolarli lasciando dell’acqua di cottura e saltarli nella crema di zucchine. Aggiungere l’olio con i fiori di zucca sfritti, e continuare a saltare per pochi minuti. Impiattare i cavatelli spolverando con le mandorle pestate.



Morale
Non si sa quale sarà l’epilogo della favola, ma la cosa certa è che grazie alla Fatina Paoletta, la bimba Tinuccia e la Principessa Letyna si sono divertite ed hanno giocato veramente!!!



venerdì 24 luglio 2009

I sospiri di Bisceglie

Scusate il gioco di parole, ma questi sospiri per poco tempo mi hanno fatto sospirare;)
E’ stato un “colpo di fulmine”, appena li ho visti, su fb ho detto ad Ornella:
"Ornè, meravigliosi! Appena torno dal mare li faccio" ed infatti...

I sospiri di Bisceglie

Sono, inoltre, dolcetti che si preparano anche in Basilicata, specialmente in occasione dei matrimoni, anche se vengono decorati con confettini colorati, o almeno io sempre così li ho visti, per cui ancora di più ero motivata!
La mia unica paura era quella di combinare qualche pasticcio col pan di spagna e che al posto di cupolette avrei fatto frittelle, e invece seguendo passo, passo i consigli di Ornella non ho avuto assolutamente problemi.
Ci tenevo che mi uscissero bene, allora prima di iniziare ho effettuato una piccola ricerca ed immaginando che fossero un prodotto DOC, ho letto il loro disciplinare che non si differenzia assolutamente dalla ricetta di Ornella, se non per poche gocce di limone da aggiungere mentre si montano a neve gli albumi, cosa che ho fatto.
Li ho preparati con tanto amore, ero lì, vicino al forno a guardare come una bimba cosa accadesse ai miei sospiri, non li ho lasciati fino a che ho capito che avevano trovato la loro stabilità..e allora sono scappata da Paoletta e Lety a gridar loro la mia gioia, neanche avessi vinto la lotteria hahaha!!!
Avranno pensato che stavo dando i numeri!!!!
Nooooooo, mi conoscono;) Io sono così, faccio le cose con passione e anche la riuscita di una cupoletta dorata, liscia e quasi biscottata sopra e soffice e profumata dentro mi mette gioia.
Non vi dico quando sono riuscita a fare anche la glassa, quella assolutamente ad occhio, non ci potevo credere, siiiiiii!!!
E quando li ho assaggiati??? Una vera delizia!!! Mamma che bontà! Proprio il sapore che immaginavo, quello semplice e prezioso della tradizione!
Comunque...bando alle ciance ed ecco la fantastica ricetta che copio integralmente dal blog di Ornella e che consiglio vivamente a tutti.
I sospiri di Bisceglie di Ornella

Ingredienti:
2 uova
40 gr. di farina
20 gr. di zucchero
per la farcia
350 ml di latte
3 tuorli d'uovo
3 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai rasi di farina
1 cucchiaino di frumina
un po' di buccia di limone per aromatizzare la crema

per la copertura
1-2 cucchiai di gelatina di albicocche
zucchero a velo q.b.
acqua q.b.
poche gocce di succo di limone
Montate i tuorli con lo zucchero e gli albumi a neve "soda", non eccessivamente "dura" come per le meringhe, il segreto sta tutto nella giusta consistenza degli albumi che devono far lievitare i dolcetti.Mescolate a mano dall'alto verso il basso gli albumi ai tuorli ed aggiungete delicatamente poco per volta, la farina setacciata, ne dovrà risultare un composto sodo e spumoso. Deponete l'impasto a cucchiaiate sulla placca ricoperta di carta forno e cuocete a 180° per circa 15 minuti.Per la crema procedete come una comune "pasticcera", lasciatela intiepidire ma non raffreddare del tutto e farcite i dolcetti. Fate scaldare la gelatina di albicocche per scioglierla leggermente, quindi spennellate molto delicatamente i pasticcini. Infine, ricopriteli con la glassa fatta mescolando lo zucchero a velo con due gocce di limone e poca acqua. Lasciate rassodare la glassa in frigorifero e... sospirate nell'attesa di gustarveli!

P.S. Se non dovessero crescere a sufficienza per essere farciti, potete sovrapporli a due a due, con in mezzo la crema... sono talmente leggeri che il gusto non ne perde affatto.

Ornè hai ragione, io li ho sovrapposti a mò di "Bacio di dama" e ti assicuro che erano meravigliosi. Grazie!!!!