lunedì 6 luglio 2009

Torta fiorita

Ve la immaginate Tinuccia che pasticcia con le torte???? Forse è meglio di no:))))))
Mi è stata richiesta una torta da parte di mia cugina per il compleanno della figlia, la mia dolce peste. Fin qui tutto ok! Un unico neo….. il compleanno doveva essere festeggiato durante la festa di battesimo del suo terzo cucciolino, era solo per 65 persone, ohhhhhhh!!! Che torta fare? Di compleanno, di battesimo, e tutte queste persone, ed io che non avevo un attimo di tempo, potevo pasticciare solo la sera!!! Mi è presa una sincope, ma era così forte il desiderio di fare una torta per la mia piccolina, e per il suo amato fratellino, che non ci ho pensato due volte e felicissima ho detto……..siiiiiiiiiiiiiii!!!!
Io e le decorazioni due mondi opposti! Non ho la testa, non ho la pazienza, non ho le inclinazioni artistiche necessarie per la riuscita di una torta decorata.
Ma esisterà una torta semplice e carina per una persona che ha poco tempo a disposizione e che è una pasticciona come me?
A chi mi potevo rivolgere se non a lei????

….Lety aiutamiiiiiiiii! E lei, felice e divertita….Tinuccia, non ti preoccupare me la vedo io! Ed io……Letì, ma hai capito con chi stai parlando, si? E lei…..con un ghigno divertito…..ti ho detto di non preoccuparti, me la vedo io!

Magari avesse potuto veramente vedersela lei, con le sue magiche manine sai che meravigliosa creatura avrebbe tirato fuori!!!!
Ma io mi ero tranquillizzata perché lo sapevo che la mia dolce Letyna mi avrebbe aiutato. Ed infatti………per giorni ha iniziato a tirare fuori dal cilindro decine e decine di splendide torte e a spiegarmi semplici tecniche. L’ho fatta impazzire e lei mi è stata sempre vicina, grazie mia dolce Lety! Ho anche imparato che le torte si stirano! Esiste una sorta di “ferro da stiro” che ha proprio questa funzione! Io odio stirare persino un fazzoletto, figuriamoci se voglio impazzire con le grinze della pasta di zucchero.
No, no, l’unica soluzione….eliminare le decorazioni e cercare di giocare sull’effetto scenico, solo la scenografia mi poteva salvare!!!!! Per la mia piccolina volevo un torta bellissima! E allora dato che la festa avveniva in un agriturismo, ho comprato un’alzatina a 3 piani di 34, 31 e 24 cm di diametro, ho comprato una base circolare in legno di 60cm di diametro su cui poggiare la torta, un tappeto di yuta, ho fatto tre Diplomatici e fiori, tanti, tanti girasoli.

Torta di girasoli


E adesso, fra un pasticcio ed un altro, inizio a raccontarvi come ho proceduto cercando di essere il più chiara possibile.
Fare i Diplomatici non mi faceva paura, mi ero già cimentata nella loro preparazione quando ho fatto le magiche zuppette di Rimmel che potete vedere qui e la cui ricetta potete trovarla in questa discussione di Gennarino.


Per l’assemblaggio dei diplomatici
Prima di procedere alla farcitura ho fatto in modo che pan di spagna e dischi di pasta sfoglia coincidessero perfettamente sovrapponendoli e ritagliando la parte aggiuntiva, ponendoli prima su dei vassoietti di carta compressa della stessa misura delle basi della mia alzatina.
Solo dopo ho proceduto alternando un disco di pasta sfoglia, uno strato abbondante di crema sul quale ho fatto cadere le fragoline macerate, il pan di spagna precedentemente imbevuto, un altro strato di crema sempre accompagnata da fragoline e un ultimo strato di pasta sfoglia. Ho ricoperto di granella di nocciole i bordi, dopo che gli stessi erano stati spalmati di crema ed in ultimo ho spolverato di zucchero a velo. Ecco la fetta.

Torta di girasoli


Per l’assemblaggio della torta
Ho ricoperto le basi dell’alzatina con quella specie di paglia che utilizzano i fiorai, e solo dopo ho posato la torta, compreso logicamente del suo vassoio di carta in modo da non far avere nessun contatto fra la paglia e il dolce e nello stesso momento bloccare la paglia stessa. Due giorni prima dell’assemblaggio ho portato dal fioraio la base in legno sulla quale poggiare la torta, dove avevo tracciato in precedenza la circonferenza dell’ultimo vassoio dell’alzatina, con lo scopo di delineare lo spazio libero rimanente che il fioraio doveva ricoprire con le sue ciotole di fiori. Ha preparato 5 ciotole di girasoli per la base ed una per il piano superiore. Avrei voluto che la ciotola di fiori da mettere sulla torta superiore fosse stata più piccolina, era sproporzionata, ma pace!
torta di girasoli

Per il pan di spagna
Ho utilizzato quello classico senza lievito, mettendo per ogni uovo, 30gr di farina e 30gr di zucchero. Per la preparazione dello stesso vi rimando al blog di Marjlet , sarebbe inutile riportare la ricetta, perché Marjlet ci presenta un interessantissimo vademecum del pan di spagna, compreso di video, che consiglio di leggere.
Mai pan di spagna mi è uscito più buono!
Pur dovendo fare 3 torte di dimensioni differenti, 34, 31 e 24cm, ho fatto 3 pan di spagna da trentasei cm di diametro e 4 cm di altezza, ( per il diplomatico mi servivano piuttosto bassini) utilizzando per ognuno 8 uova, ma anche 7 andrebbero bene, e poi li ho sagomati in base alle mie esigenze; voi essendo più esperti vi regolerete diversamente. Certo mi è rimasto del pan di spagna che poi ho congelato, ma solo così sono riuscita ad avere dei bordi dritti, dritti nel momento in cui li ho assemblati.

Per la pasta sfoglia
Mi sono rivolta al mio pasticciere di fiducia, da cui ho comprato un panetto di circa 1,5/2 kg, il peso esatto a dire il vero non lo ricordo, ma comodissimo è comprare la pasta sfoglia surgelata già stesa in dischi. Ne ho fatti uscire sei dischi da circa 36 cm di diametro, anche questi sagomati durante l’assemblaggio secondo le dimensioni della torte che mi necessitavano. Anche qui è rimasta della pasta sfoglia, ma, ripeto, non avendo esperienza in questo campo ho preferito regolarmi così, pur di avere dei bordi perfetti nel momento in cui andavo a formare i miei diplomatici.
Attenti alla pasta sfoglia, in cottura, aumentando di volume, si ritira, quindi se dovete fare per.es. un diplomatico di 25cm di diametro, utilizzate un disco di pasta sfoglia cruda di dimensioni maggiori arrivando almeno ai 30cm, altrimenti durante l’assemblaggio il pan di spagna sarà di diametro maggiore rispetto al disco di pasta sfoglia e il diplomatico non riuscirà.
Ve lo dico per esperienza, per l’ultimo pan di spagna, quello più grande da 34 cm ho avuto proprio questo tipo di problema, ma non avevo teglie superiori ai 36 cm di diametro per cuocere la pasta sfoglia, per cui ho fatto una specie di "puzzle" unendo due mezzi dischi, poi nascosti dallo zucchero a velo. Insomma la pasta sfoglia mi ha fatto un po’ impazzire.

Per la farcitura
-3 litri di crema pasticciera cotta in 4 momenti differenti. In ogni momento di cottura ho utilizzato la ricetta che ho imparato da piccola e che oramai faccio ad occhio per la quale necessitano 6 tuorli, 6 cucchiai pieni di zucchero, 6 cucchiai rasi di farina, una buccia di limone privata della parte bianca. Circa il latte, se la voglio più liquida ne metto 850gr, se più densa, come in questo caso, 750gr. Portare ad ebollizione il latte con la buccia di limone, nel frattempo amalgamare i tuorli e lo zucchero formando un composto omogeneo ma non montato. Unire la farina un cucchiaio alla volta, aggiungendo farina solo nel momento in cui quella precedente è stata assorbita totalmente. Fare cadere a filo il latte bollente nel composto di uova, zucchero e farina e contemporaneamente mescolare con la frusta. Porre il tutto in una pentola a doppio fondo e mescolare fino a rassodamento. Per tre litri di crema, in totale ho quindi utilizzato ben 24 uova, 24 cucchiai di zucchero, 24 cucchiai rasi di farina e 3 litri di latte.
-6 vaschette di fragoline di bosco messe a macerare nello zucchero sin dalla sera prima.

Per la bagna
mi era stato chiesto di non usare liquori, per cui ho preparato un semplicissimo sciroppo fatto con acqua, zucchero, buccia di arancia, buccia di limone, e un baccello di vaniglia.

Alla fine il lavoro è stato comunque tanto e la torta i suoi bei difettucci li aveva, tipo il puzzle di pasta sfoglia del diplomatico più grande, che ho pensato bene di nascondere tra i fiori o vedere come la ciotola del piano superiore sia staccata dalla torta stessa perché non volevo che i fiori toccassero il dolce. Ma vi devo dire la verità, vedere la mia cuginetta saltare di gioia dinanzi alla sua torta, in piedi sul tavolo, per spegnere le sue due candeline, mi ha ripagato di tutto il lavoro fatto e in quel momento dei difetti non me ne sono neanche accorta.
Prossima torta a dicembre, il fratellino più grande già mi ha detto……zia mi fai la torta con l’uomo ragno…….Letyyyyy aiutoooooooooooo:)))

giovedì 2 luglio 2009

Il dolce pensiero dei Biscotti di Novara

Eccomi qua, da ieri ufficialmente disoccupata!
Bella la vita della precaria, affezionarsi ai propri alunni e poi doverli lasciare, affezionarsi ai propri colleghi con i quali si è creata una perfetta sintonia e poi doverli lasciare, vivere nell’incubo che il prossimo anno non si lavorerà, e, se si, chissà dove, aspettare con ansia l’uscita delle graduatorie per vedere cosa è mutato rispetto alla propria posizione degli anni precedenti, o la fine dei movimenti scolastici per capire se sono rimasti dei posti e di sicuro, l’anno prossimo, con i forti tagli effettuati, a causa dei quali persino le colleghe di ruolo hanno perso la loro cattedra, di posti per noi “fortunati” precari ce ne saranno veramente pochissimi, e ancora pensare che in futuro per raggiungere un’intera cattedra un docente di Lingua Francese, o di Educazione Artistica, o Tecnologica, o Musicale, o Fisica, se tutto andrà bene, dovrà insegnare su ben 9 classi con sole 2 ore per classe e potrei continuare all’infinito…………….ma bella la vita della precaria e ottimale questa politica scolastica! Perchè investire nell'Istruzione, perchè investire sul futuro dei giovani? Non c'è bisogno, meglio tagliare! Sono proprio soddisfatta!!!!
Ma stamane mi sono svegliata con un bel sorriso, meglio non perderlo, meglio non pensare ed affrontare tutto come ho sempre fatto, con positività….se l’anno prossimo non lavorerò, avrò più tempo da dedicare ai miei pasticci…hahaha questa è bella!!!!! Si vede che preferisco sempre guardare il bicchiere mezzo pieno???
Meglio pensare con dolcezza, meglio pensare a questi ottimi, leggeri e croccanti biscotti.

Biscotti di Novara

Molto simili ai Pavesini, li ho trovati perfetti per la colazione data la loro leggerezza, ma ideali anche come base per un ottimo Tiramisù, che mi sono ripromessa di fare presto.
Questi biscotti me li fece conoscere su Gennarino, sempre per il mercatino ed insieme ad una miriade di altre meravigliose ricette di biscottini inglesi che potete trovare qui, la bravissima, dolce e affascinante Miss Ketty che ringrazio affettuosamente.
Copio integralmente la ricetta e la descrizione che Miss Ketty fa dalla discussione dei Biscotti di Novara che trovate qui, sempre su Gennarino.

Biscotti di Novara di Miss Ketty

Qualche giorno fa volevo fare dei biscotti leggerissimi, possibilmente senza grassi, e ho trovato questi, che non conoscevo, sulla Gosetti.Forse dovevo postarli tra le ricette tradizionali, ma non sono sicura.Sono biscotti semplicissimi, senza orpelli, un po' antichi, non sapevo se inserire la ricetta perché mi sembra perfino troppo semplice, si ricorda a memoria.Però sono buoni, e dopo averli fatti ho capito che sono gli antenati dei pavesini, anzi stanno tra pavesini e savoiardi comprati, sono molto croccanti e leggeri.

Si prendono tre uova, si pesano col guscio e si pesa la stessa quantità di farina e di zucchero semolato. Le uova si montano con lo zucchero e un pizzico di sale, se ne sgusciano due intere, del terzo si prende il tuorlo e mezzo albume, devono diventare bianche, spumose, ma non possono e neanche devono diventare sode come albumi montati. Nel frattempo si riducono in polvere finissima un paio di biscotti secchi, e si mescolano a un po' di zucchero semolato. Quando le uova sono pronte si aggiunge la farina.
Si imburra e si infarina la teglia, si prende un sac à poche preparato con una bocchetta piatta e liscia da 2 cm. circa, si preme formando delle strisce di 8 cm di lunghezza (non è necessario che siano molto distanziate, in cottura i biscotti si gonfiano ma non si sciolgono allargandosi) e si spolverano con la polvere di biscotti e zucchero. Si lasciano riposare per un quarto d'ora e si infornano a 180° per 20 minuti (nel mio 150° erano pure troppi), o comunque finché sono leggermente dorati.
La Gosetti dice, quando sono pronti, di staccarli con una paletta senza toglierli dal forno, voltarli, richiudere e far seccare per qualche minuto, a me non è sembrato necessario perché vengono già abbastanza croccanti. Si fanno raffreddare su una gratella, dovrebbero essere migliori dopo un paio di giorni (confermo) e si dovrebbero poter conservare molto a lungo.

Per la cottura, io ho messo il forno a 160° statico sopra e sotto e appena giunti a doratura ho sfornato, dopo circa 10-15 minuti. Anche io, come la Miss, ho utilizzato un’unica cottura.
Grazie ancora Miss ketty:))))
E adesso continuo a snocciolare i 6 kg di amarene biologiche che mi sono stati regalati con tanto affetto da una collega….sempre a proposito di scuola;)

mercoledì 17 giugno 2009

Pasticcini di pasta di mandorle

Ci sono periodi in cui non si ha il tempo, né la forza di scrivere un solo rigo; questo, per me, è uno di quelli. Gli impegni di lavoro sono veramente tanti e di conseguenza, mio malgrado, sono costretta a trascurare il resto. Ma stasera ho detto basta…mi rilasso un po’!!! Ho abbandonato libri e scartoffie varie e mi sono dedicata al blog.
Eravamo rimasti al mercatino, e vi avevo anticipato che c’erano ancora due ricette che volevo mostrarvi. Una è questa

Paste di mandorla Etoile

Ho una sola parola per definire questi pasticcini di pasta di mandorle, MERAVIGLIOSI!
La ricetta proviene da un video pubblicitario dell’ Etoile ed io, grazie a Teresa che tempo addietro l’ha fatta conoscere su Gennarino in questa discussione e che me l’ha consigliata, ho deciso di provarla. All’inizio avevo timore; la prima ed unica volta in cui avevo provato a fare pasticcini di pasta di mandorle avevo fallito miseramente……..certi mattoncini gommosi erano venuti fuori, hihihiJ)) Poi, però, ho deciso di ritentare e ho fatto benissimo.
Avete presente le paste di mandorle delle pasticcerie??? Ecco…. uguali se non migliori!!!!!!! Morbide, profumate, una vera chicca. E la cosa bella è che queste caratteristiche vengono mantenute per parecchi giorni. Guardate la morbidezza dell’interno dopo 5 giorni dalla loro preparazione.

Paste di mandorla Etoile

Mamma mia….ancora adesso, scrivendo e guardandole, si concretizza il loro sapore nella mia mente. Che acquolinaaaaaaaaaa!!!!
La loro particolarità è quella di miscelare alle mandorle i canditi di arancia tritati, ma meglio di me questo tipo di pasta di mandorle viene descritta da Teresa qui, pagina da cui copio la ricetta in maniera integrale.

Paste di mandorla Etoile


Una ricetta di pasta di mandorla particolarmente morbida ed aromatica, molto simile a quelle più tipicamente siciliane. Il segreto e' nella frutta candita tritata finissima, quasi ridotta in crema, mescolata all'impasto di mandorla. Facoltativo, ma consigliabile, l'aggiunta di qualche mandorla amara.


1 chilo di mandorle

800 gr di zucchero (preferibilmente aromatizzato alla vaniglia naturale)

200 gr di scorze di arancio candite

50 gr di miele di acacia

350 gr di albume


Innanzitutto, le mandorle vanno ridotte in farina. Ovviamente, se si ha la possiblità di acquistare della buona farina di mandorle, questo passaggio può essere saltato rendendo ancora più veloce l'esecuzione della ricetta. Il secondo passo, sarà poi quello di ridurre in crema le bucce di arancia: per questo, si può usare un
frullatore oppure, ancora meglio, un mortaio.
A questo punto, si può passare alla preparazione dei
pasticcini. Si versa la farina di mandorle in una ciotola e a questa si aggiungono gli altri ingredienti. Si mescola con un cucchiaio fino a quando tutti gli ingredienti non si siano ben amalgamati (se l'impasto vi sembra troppo duro, potete aggiungere un altro po' di albume) e lo si mette in una tasca per dolci. I pasticcini vengono quindi formati spremendo direttamente l'impasto su una teglia coperta di carta da forno e possono essere decorati in modo diverso (con una ciliegia candita, una mandorla, un pezzetto di buccia candita, un chicco di caffè, etc.).
Si lasciano quindi riposare per una notte intera (non è il caso di avere fretta: un riposo più breve impedirà loro di mantenere la forma in cottura) e poi si infornano a circa 180-200 gradi. La temperatura del
forno non può essere indicata con esattezza: dipende infatti dalle caratteristiche di ognuno. Occorrerà quindi fare delle prove, in modo da trovare quella giusta per il proprio modello. E' importante però che, a fine cottura i pasticcini appaiano dorati all'esterno ma siano ancora ben morbidi all'interno (si induriranno un po' raffreddandosi).


Grazie Teresa:)


lunedì 8 giugno 2009

La mia scuola per l'Abruzzo

Ecco la scuola che amo!
La scuola attiva, quella partecipe dei problemi altrui, quella che agisce sul territorio, quella in cui lavori tanto, ma tanto, e sei soddisfatta e felice per averlo fatto, quella in cui la riuscita di un mercatino di beneficenza fa sentire felici e soddisfatti tutti, dagli alunni ai docenti.
Solidarietà, rispetto, amore, questo è ciò che primariamente si deve insegnare e questo è quello che cerco di trasmettere ai miei alunni e come me, i miei colleghi.
E’ proprio vero…..educare prima di insegnare!
Alcune volte si riesce, altre volte, purtroppo, no; la bacchetta magica i professori non la tengono!
Io vi assicuro, però, che anche i ragazzi che hanno più problemi e di conseguenza ne danno, dinanzi all’organizzazione di una manifestazione di beneficenza si rimboccano le maniche e fanno ciò che possono per aiutarti e un loro sorriso o il loro appoggio ti fa sentire veramente bene.
E’ stato un mese di lavoro duro, a scuola mattina e pomeriggio a preparare ed organizzare una manifestazione finale ed un mercatino i cui fondi sono stati devoluti ad un istituto scolastico abruzzese colpito dal sisma.
Cosa vendere per guadagnare un po’ di soldini, certo i bellissimi lavori che i ragazzi hanno creato, i detersivi ecologici comprati appositamente dalla scuola per l'occasione, ma ci vuole anche un’altra idea……….e allora Tinuccia poteva non dire………vendiamo dolci!!!!!!!!!!

Manifestazione finale

Non è la prima volta che organizzo manifestazioni del genere e so che i dolci vanno a ruba.
Eh…! Ma quali dolci preparare???
Subito Paoletta, Lety e Antonellina iniziano a consigliarmi, poi inizio a spulciare nel ricchissimo archivio di Gennarino, ma c’è tanto, veramente tanto, e allora mi rivolgo direttamente ai gennarini.
…Vi prego…aiutatemi!
E’ inutile dire che la risposta è stata repentina, la discussione è qui, e le idee sono state tante e tutte valide. Grazie ancora gennarini:)))))))
Ho dovuto scegliere data la mancanza di tempo, altrimenti mi sarebbe piaciuto veramente provare tutto ciò che mi era stato consigliato, ma potevo pasticciare solo la sera e nel fine settimana e poi…. il caldo, mamma miaaaaaaaa, il caldo di quei giorni!!!!!!!!
Facendola breve alla fine riesco a preparare più di 5 kg fra biscotti e pasticcini

-Una dose di “Margherite di Stresa” di Comidademama
-Una dose di “Baci di dama” di Teresa Gennarino, solo che al posto delle nocciole ho utilizzato le mandorle
-8 vasetti di circa 300gr di “Marmellata di fragole” di Paoletta
-Una dose di “Ciambelline ciociare” di Paoletta;
Ecco la ricetta:
Ciambelline ciociare di Paoletta
Ingredienti
1 bicchiere di zucchero;
1 di olio extra vergine di oliva;
1 di vino bianco;
farina 00 q.b. per avere un impasto della stessa consistenza di una frolla;
volendo un cucchiaino raso di lievito, io non l’ho messo.
Preparazione
Fare dell’impasto dei pezzetti, arrotolarli come x i taralli piccini, quindi chiuderli e cospargerli di zucchero o se si vuole anche con semi di anice. Infornare, (io ho messo il forno a 170 statico sopra e sotto). Devono risultare ben colorate e croccanti, ma non bruciate.

-Doppia dose di “Cantucci datteri, cioccolato e cannella” di Paoletta,
-Doppia dose degli “Nzuddi” della mamma di Lety;
Questa la ricetta:
Nzuddi di Lety
Ingredienti
500 gr. di farina,
450 gr. di zucchero,
200 gr. di mandorle con pellicina ridotte in polvere con il mix,
200 gr circa di latte
2 albumi,
1 busta di lievito pane angeli
la buccia grattugiata di un’ arancia
Preparazione
Mischiare tutto insieme. L’impasto deve venire molliccio, deve potersi prendere con un cucchiaio, per cui all’occorrenza aggiungere un altro goccino di latte, ma assolutamente non liquido. Spingere sulla carta forno con il dito dando una forma arrotondata, ponendo una mandorla al centro. Infornare in forno statico sopra e sotto a 160° per circa 10, 15 minuti.

-“Pastine all’arancia” di Orione, ne ho fatto un’unica dose e mi sono pentita perché sono eccezionali;
-Doppia dose di "Speedy cookies" di Mammazan, al cioccolato e ai pinoli.
Avrei voluto fotografare i prodotti di ogni ricetta, ma non ce l'ho fatta:(
Ne ho fatta una di gruppo:)
Manifestazione finale
Quella magnifica "schiacciata alle ciliegie" e quei "biscottini all'uvetta" sono stati fatti dalla mia collega Marialinda, che come me si è data da fare e ha prodotto squisite leccornie;) per non dimenticare di ciò che le mamme degli alunni hanno gentilmente prodotto e che approfitto per ringraziare.
.......e ancora non è finita.......a queste vanno aggiunte altre due magnifiche ricette...........ma ne parleremo in seguito;)
Abbiamo guadagnato un bel gruzzoletto, con grande gioia di alunni e colleghi:)))))))))