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lunedì 26 novembre 2012

Apparecchiati per le feste


C’è fermento in “Compagni di Blogger”, grande fermento….

Essì… sta per arrivare il Natale!!!!

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Sara, grazie per la foto!!!! :)

Si discute, si chiacchiera e lo si fa come al solito ridendo e tanta acqua bolle in pentola.

Mamma mia, di quanta cucina si è parlato, e quante ricette sono passate sotto le nostre mani… quanti discorsi, quante risate e quanto tempo trascorso insieme… Senza tralasciare neanche il discorso “foto”!!!!

Ma si sa… è Natale e tutto è permesso… certo, ancora ci manca un mese, ma noi ci portiamo avanti col lavoro hahahahaha! :D
E lo facciamo per presentarvi, questa volta, una doppia staffetta.

Vi assicuro… è stato un lavoro massacrante in termini di organizzazione, non è stato facile scegliere le giuste ricette per delle feste così importanti!!!!
Rivolgerci alla tradizione o puntare verso l’innovazione… questo il dilemma…subito risolto!!! Entrambe le scelte…

Il menu di Natale sarà logicamente un menu completo, si partirà dagli antipasti, si passerà ai primi, ai secondi e per finire alla frutta… e come già detto, avrete ricette che si ispireranno alla tradizione, ed altre che guarderanno all’innovazione…

E il dolce???? Che fine ha fatto il dolce???
Uh!!! Erano veramente troppe le idee e tanta la nostra voglia di proporveli, quindi…
al dolce sarà dedicata l’intera seconda staffetta!!!!

Come ultima cosa, ma non meno importante, diamo il nostro benvenuto a due nuove “Compagnucce di Blogger” 
Essì, diventiamo sempre più numerosi!!!! Bello!!!!!!!
Antonia e Maria, che gioia avervi con noi!!!!!!!!!!!!!!

La nostra cara Sonia ha dovuto prendersi un momento di pausa… in questo periodo è troppo impegnata per la promozione del suo interessantissimo libro!
Vi abbiamo anche dato una fantastica idea per il regalo di Natale… che volete di più!!!! Hahahahaha!:D

Be’, ma adesso bando alle ciance e si parte!!!!!!!!!!!

Come sempre, gli abbinamenti con il vino saranno curati da LucianoPignataro  (ed anche lui non mancherà di stupirvi con le sue proposte!)

Ecco i calendari!!!! :D

MENU' Tradizione/Innovazione

Martedì 4 dicembre
Tradizione
Terrina di anatra e nocciole il suo foie gras con gelatina di gewurztraminer e pan brioche Pasqualina http://pasqualinaincucina.blogspot.it/
Innovazione
Stracciatella su carpaccio di orata Caris http://www.cookingplanner.it/

Mercoledì 5 Dicembre
Tradizione
Timballo di pasta in crosta Tinuccia http://mollicadipane.blogspot.it/
Tortellini in brodo Daniela http://incucinamirilasso.blogspot.it/
Innovazione
Chicche di patate cacio e pepe su brodetto di frutti di mare Antonia;http://www.appuntidicucinadirimmel.com/

Giovedì 6 Dicembre
Tradizione:
Cappone ripieno di Sara; http://www.cookandthecity.it/
Bocconcini di baccalà fritti con insalata di rinforzo Maria http://commeamarostuppane.blogspot.it/
Innovazione:
Seppia col purè al suo nero, zenzero candito e olio alla vaniglia Teresahttp://www.scattigolosi.com/

Venerdì 7 Dicembre
Tradizione
Fantasia di frutta secca ripiena di pasta di mandorle Assunta http://lacuocadentro.blogspot.it/
Innovazione
Variazioni di cheesecakes salate con sorprese di frutta fresca Rossana http://www.cookingplanner.it/


 Una settimana piena di dolcezze

Lunedì 10 Dicembre
Lombardia: Panettone milanese alto di Assunta
Piemonte: Mont Blanc à la Moroise di Caris http://www.cookingplanner.it/

Martedì 11 Dicembre
 Trentino Alto Adige: Stollen di Pasqualina http://pasqualinaincucina.blogspot.it/
Puglia, Basilicata: Cartellate di Tinuccia http://mollicadipane.blogspot.it/

Mercoledì 12 Dicembre
Emilia Romagna: Spongata di Daniela
Liguria: Pandolce genovese alto di Sara

Giovedì 13 Dicembre
Campania: Struffoli di Maria
Campania: Raffioli alla cassata di Antonia http://www.appuntidicucinadirimmel.com/

Venerdì 14 Dicembre
Sicilia: Cucciddati di Rossana http://www.cookingplanner.it/
Calabria: Torrone morbido alle mandorle e cedro candito di Teresa http://www.scattigolosi.com/

Vi aspettiamo!!!!



martedì 23 ottobre 2012

Compagni di blogger: sua maestà il babà


Eccociiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!! Ieri è tornato "Mollica di pane" e oggi  Compagni di Blogger!!!!!! Siiiiiiiii!!!!! 



Senza titolo

Foto di Sara Melocchi. Grazie mille Sara!!!

Abbiamo parlato di “Pastiera”, vi abbiamo proposto varie ricette dell’Emilia per essere vicino ai paesi terremotati; e oggi???? Di cosa vi parleremo??? Quale sarà l’oggetto del nostro impegno????

Ma il Babà!!!

Dolce dalle origini tipicamente partenopee,  affascina e colpisce per le sue caratteristiche… quella consistenza soffice e al contempo spugnosa e quel suo soave sapore di rum lo rendono unico, particolare… oseremmo dire irresistibile, quasi poetico!
Certo è un dolce la cui preparazione è molto particolare, certamente non semplicissima.  Ma, volendolo preparare, con un po’ di buona volontà e col nostro aiuto riuscirete nel vostro intento.

Tante sono le idee e tanti gli spunti nati dai nostri discorsi. Anche questa volta, infatti,  ognuno di noi ha cercato di proporvi nella maniera migliore la sua idea di babà, utilizzando fantasia, dedizione e competenza.

Ma c’è una bella novità… in “Compagni di Blogger” c’è una nuova amica: Rossana, che,  per il momento, ci proporrà la sua delizia sul blog di Caris… Essì, fra di noi è tutto uno scambio… e così ci piace!!!!  Benvenuta cara Rossana!!!

Anche questa volta, Luciano Pignataro ci accompagnerà coi suoi preziosi consigli!


Seguiteci nel nostro calendario e non ve ne pentirete!!!

Lunedì 29:
"Il Babà e la ricetta tradizionale" di Teresa 
http://www.scattigolosi.com/
"I Bonbon di babà" di Rossana 
http://www.cookingplanner.it/
Martedì 30:
"Il babà di Igino massari e il suo alter ego" di Sara http://www.cookandthecity.it/
" Cassata di babà" di Pasqualina http://pasqualinaincucina.blogspot.it/

Mercoledì 31:
"Delizia di babà al limone" di Caris http://www.cookingplanner.it/
"Il savarin secondo l'Étoile" di Tinuccia http://mollicadipane.blogspot.it/

Giovedì 1:
"Pesche di babà al cioccolato" di Assunta http://lacuocadentro.blogspot.it/
"Il babà e la castagna" di Daniela http://incucinamirilasso.blogspot.it/

Venerdì 2:
“Babà di farine antiche” di Sonia http://www.ilpastonudo.it


 Nell’attesa, vi abbracciamo con caloroso affetto!!!!!!!




lunedì 7 novembre 2011

Cassata: atto secondo.


Voglio farvi vedere questa…

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Ancora una cassata…be’ si, è un dolce che amo particolarmente, anche se preparo solo nelle occasioni speciali.
Ci ho pensato prima di pubblicarla, dato che tempo fa già ve ne diedi la ricetta che potete trovare qui… ma pensa che ti ripensa non ce l’ho fatta a non farvela vedere, magari potrebbe servire da spunto a chi vuole cimentarvisi e poi, ad onor del vero, mi piaceva troppo
Logicamente ho fatto una differente decorazione, altrimenti non ci sarebbe stato più divertimento…il bello della cassata è proprio il pensare a che decorazione creare con i profumati e colorati canditi artigianali, per non parlare del sapore che trovo sublime!
Ed è con  questo dolce che voglio augurare tanta felicità a due miei cari amici di Napoli, Gigi e Ornella.
Ragà, chi la dura la vince;) Vi auguro tutta la felicità di questo mondo!!!!!!! E sapete che c’è?... E’ per voi anche questa…

ortensia


Non respingere i sogni perchè sono sogni

Non respingere i sogni perché sono sogni.

Tutti i sogni possono

essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
“Io sono il sole, i cieli, l’amore”.
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l’anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra


da “La Voz a te debida” di Pedro Salinas



E’ inutile sottolinearlo…dedico questa splendida poesia anche a tutti voi, miei cari ed affettuosi lettori!!!



giovedì 10 marzo 2011

Cassata al forno caramellata.

Si, è vero, è da un po’che non scrivo, ma che ci posso fare…io non riesco a forzarmi!
Chi mi conosce sa che non amo essere prigioniera di schemi o di automatismi. Io scrivo perché amo la condivisione, perché mi diverte la cucina, perché mi dà gioia sapere che c’è qualcuno che mi legge e trova le mie ricette interessanti, così come trova interessante il mio blog, ma nello stesso tempo, non riesco a tradire quello in cui più credo, la mia libertà.
Vi chiedo scusa, ma non riuscirò mai a pubblicare in maniera regolare, non fa parte di me. Amo la spontaneità, e mi piace scrivere quando ne ho voglia, così come mi piace cucinare quando ne ho voglia, il sentirmi “ingabbiata” mi soffoca. L’unica “gabbia” che posso accettare è questa dorata gabbia di caramello, ecco, questa si che “mi è dolce”.


Una gabbia dal colore dorato, rimando visivo al caldo sole siciliano, che racchiude un mondo meraviglioso, in cui una croccante pasta frolla dal retrogusto di mandorla avvolge una crema di ricotta che, con la cottura in forno, pur rimanendo delicata, assume una nota particolare, quasi ad esaltarne gli aromi.
Adoro i miei lettori, e quotidianamente, nelle tante mail che mi arrivano, ritrovo calore, affetto, stima e questo mi rende fiera, fiera e felice, e per loro cerco di fare sempre del mio meglio e di trovare ricette particolari, ed uniche, e vi assicuro che questa cassata al forno lo è.
La ricetta è stata tratta qui da Gennarino, ed è di Albenghi, che ringrazio, e a cui “lascio la parola”

Cassata al forno di Albenghi.
Dirò subito che non si tratta della versione classica che a Palermo si elabora comunemente in pasticceria ma di una mia rivisitazione che, come vedrete, contempla l’utilizzo della farina di mandorla sia nella frolla che nel ripieno e non contiene strutto che, a detta di molti, risulta alquanto indigesto. Vi assicuro che questa friabilissima torta è davvero straordinaria.

Ingredienti per la pasta

140 gr. farina 00 (ho utilizzato un preparato per torte con amido di frumento)
100 gr. farina di mandorla
160 gr. burro
80 gr. zucchero
2 tuorli d’uovo
1 cucchiaio di Cointreau
1 presa di sale

Ingredienti per il ripieno

800 gr. ricotta di pecora
240 gr. zucchero
50 gr. farina di mandorla
50 gr. di cioccolato fondente 70% cacao

Procedimento
Mettete gli ingredienti in una bastardella d’acciaio e aiutandovi solo con una forchetta preparate una frolla. Avvolgete quindi l’impasto ottenuto con un film da cucina e mettetelo a riposare nella parte meno fredda del frigo per almeno tre ore. Nel frattempo iniziate a preparare il ripieno lavorando in una terrina con una forchetta la ricotta e lo zucchero. Ottenuto un composto omogeneo incorporate la farina di mandorla e il cioccolato che avrete precedentemente tritato con un coltello. Al momento di preparare la torta stendete 2/3 della frolla con un matterello e sistematela su una tortiera del Ø di 22 cm. foderata con della carta forno. Bucherellate poi con i rebbi di una forchetta e versate il ripieno livellandolo con una spatola. Stendete il restante terzo della frolla ottenendone un disco e coprite la torta pizzicando la pasta sui bordi per farli aderire ben bene. Cuocete 30 minuti a 180° (gli ultimi 3 minuti con il grill in funzione). Fate raffreddare completamente e spolverizzate con lo zucchero a velo
Vi consiglio di farla riposare almeno 12 ore prima di servirla



Io ho proceduto così:
Nel giro di una settimana ho preparato questo dolce due volte, me ne sono innamorata!
La prima volta ne ho fatte 7 miniporzioni utilizzando gli stampini tondi ed ho adornato il tutto, come già detto sopra, da "gabbie" di caramello.

Prima di aggiungere la ricotta ho isolato la frolla con dell'albume d'uovo ed in più ho sbriciolato sulla base un pochetto di pan di spagna per assorbire l'umidità aggiuntiva della ricotta. La frolla è rimasta croccante ma di una croccantezza particolare, quasi fragrante. In questo caso ho dimezzato le dosi degli ingredienti del ripieno, tranne che per la cioccolata ed ho aggiunto 50gr di farina di mandorle, più 50gr di farina nell'impasto della frolla.
La seconda volta ho seguito la ricetta puntigliosamente e ne ho fatto un unico dolce, ho solo isolato la frolla con l'albume, ma senza utilizzare il pan di spagna, la frolla è venuta molto morbida.

Un dolce squisito in entrambi i casi, anche se ho preferito la frolla più croccante che andava a sposarsi magnificamente con la morbidezza del ripieno, per cui utilizzerò sempre il pan di spagna, in modo da assorbire l’umidità della ricotta.

La ricetta del caramello finalizzata a questo tipo di utilizzo, l'ho presa qui http://www.coquinaria.it/cgi-bin/ubb/ul ... 683/2.html E' stata consigliata da Pinella, ed è di Rita Mezzini-Sadler:

50 gr di zucchero semolato
25 gr d'acqua
Far prendere il bollore.Aggiungere 50 gr di glucosio. Far caramellare ma fermare la cottura quando si vede che diventa giallo dorato.

Io ho utilizzato 30gr di glucosio, perché solo quello avevo.
Ho utilizzato gli stessi stampini in cui ho cotto le cassatine. Li ho capovolti, ho bagnato la loro superficie di olio di semi, ed in seguito ho fatto cadere da una forchetta tutti i fili di caramello che nel frattempo avevo fatto addensare un pochetto, stando attenta a non farli troppo spessi; il caramello non deve essere caldissimo. Pur essendo la prima volta, non ho avuto assolutamente problemi; immediatamente, indurendosi, il caramello ha dato vita a delle gabbiette dorate tanto carine che si sono staccate dallo stampo senza alcuna difficoltà. Solo un’accortezza, attenti, il caramello tende a sciogliersi, ho letto che più di tre ore non resiste perché assorbe l’umidità dell’aria, per cui sappiatevi regolare.


Amo la libertà, sì, e amo anche lottare, sempre e comunque…condanno l’indifferenza e il continuo delegare agli altri!!!
Sabato sarò qui per difendere i valori della Costituzione e della Scuola Pubblica, magari riuscirò a conoscere dei miei lettori lucani!!! Se manifesterete, fatemi sapere.
Vi aspetto…sabato 12 marzo, alle ore 17,00 tutti a Largo Pignatari a Potenza, con in mano la Costituzione e il tricolore!



lunedì 2 agosto 2010

Grano, patate e cozze.

Arrivare a 40 anni e non avere voglia di preparare neanche un dolcino per festeggiarsi?
Si!! Questo è capitato a me.

Ecco il dolce di quest’anno, hahaha!

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Per il primo agosto l’anno scorso feci questa bellissima cassata, ma quest’anno nulla di nulla. La voglia proprio mi è venuta a mancare.
Avevo deciso di fare un croquembouche…e nulla!
Chessò, fosse stato anche un semplice babà; avevo anche tirato fuori dal frigo il burro, ma niente…l’ho dovuto buttare.
In principio avrei voluto organizzare una grande festa, messa da parte anche questa idea…
E invece, la cosa buffa è stata che dal non voler festeggiare, ho festeggiato due volte, Giovedì e Domenica e vi assicuro che non c’è cosa più bella, per me, che sentire l’affetto dei miei cari o vedere la gioia negli occhi degli amici, che, a sorpresa, arrivano al mare per trascorrere una giornata con te, inondandoti il cuore di felicità…Rosannina, Vito, Ornellina, Gigi vi ringrazio con tutto il mio cuore…avete reso la mia giornata ancora più speciale:))))

Giornata che non poteva concludersi in maniera migliore; accendo il pc e trovo l'ultimo regalo... andate qui e capirete...
Grazie mia cara Ornella, ancora grazie:))))

Mentre però Giovedì ho cucinato io, Domenica non ho fatto assolutamente nulla. Sono stata coccolata, servita e riverita…si…proprio come una regina;)
Per il menù proposto Giovedì, ho deciso di cucinare solo pesce, e nella sua semplicità ciò ha rappresentato per me un evento straordinario, dato che l’ho cucinato veramente pochissime volte in vita mia non andandoci matta, tutt’altro…ma ai miei cari cugini volevo far mangiare pietanze, non solo squisite, ma particolari.
Inizio col presentarvi il primo piatto:

GRANO, PATATE E COZZE

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La ricetta è stata integralmente tratta da qui

Ingredienti:
-500 gr. di grano cotto (io 600gr)
-1 kg di cozze nere
-1kg. di patate
-500 gr. di pelati di pomodoro (io 750gr)
-olio extravergine di olive
-prezzemolo
-pepe nero
-aglio
-sale fino

Come si cuoce il grano: (preso qui)
Prima di tutto procuratevi del grano a chicchi, preferibilmente tenero, va bene anche quello duro. Lasciatelo in una terrina per 3 giorni e ricordatevi di cambiare l'acqua al mattino e alla sera. Poi scolatelo e sciacquatelo con acqua corrente e, quando è ben pulito, mettetelo a cuocere. Per 500 gr. di grano è sufficiente una pentola con 5 litri d’acqua, a fiamma alta fino alla bollitura. Abbassate quindi la fiamma e continuate la cottura per circa un’ora e mezza senza mai girarlo. A cottura ultimata salarlo a piacere e scolarlo. Per preparare i dolci di grano, ovviamente, il sale non va aggiunto. Questa cottura è valida per la preparazione di tutte le ricette a base di grano. Il grano cotto può essere conservato in frigorifero per una settimana circa. Al momento di utilizzarlo, per preparare la ricetta desiderata, portate l’acqua in ebollizione, immergetevi il grano e fatelo bollire per circa 5 minuti.

Preparazione:
Cuocete il grano come già visto. Disponete quindi in un tegame uno strato di patate affettate (consiglio di scottare, cioè lessare per breve tempo in acqua bollente e leggermente salata, le patate precedentemente) e conditele con qualche fogliolina di prezzemolo, l' olio, l' aglio, il formaggio, e un sugo di pomodori pelati (che avrete precedentemente cotti con olio, prezzemolo e aglio).
Condite il grano in una coppa con olio, prezzemolo, formaggio, aglio tritato, pepe, sugo di pomodori pelati e rimestare bene per amalgamare il tutto.
Coprite le patate con il grano così condito e disponete sul grano uno strato di cozze nere ( che avrete spazzolate e lavate per bene ), chiuse nel loro guscio. Ricoprite con un altro strato di patate affettate e ricominciate come precedentemente fatto.
Per la cottura in forno coprite il tutto con acqua calda appena salata. Cuocete per circa un’ora a 180°C.

Io ho fatto aprire le cozze precedentemente in un tegame e poi, dopo aver filtrato bene il liquido di cottura dei molluschi, l’ho aggiunto all’acqua calda. Come formaggio ho utilizzato del parmigiano.
Ho cotto in forno statico e preriscaldato per un’ora e 10 minuti a 200°, voi regolatevi...i liquidi aggiunti devono essere assorbiti del tutto.
Con queste dosi ho preparato una teglia rettangolare per 8 porzioni, più questa terrina che vedete in foto.

Un piatto eccellente!!! Brava Tinuccia:))))

Per i secondi…alla prossima;)




martedì 10 novembre 2009

Le cassatine della Domenica

La dolcezza delle immagini infantili è impagabile.
Da sempre e tutt’ora, la Domenica è d’obbligo nella mia famiglia, che mio padre compri le “paste”. E’ un rito al quale non si può e non si deve rinuciare!
Ed eccolo arrivare con il suo vassoio pieno di ogni bontà, dalle più tradizionali alle più innovative, ma un dolce non può mai mancare, il suo preferito… la cassatina.
Domenica ho voluto preparagliele io;)

Cassatine

Anche questa volta, come per la cassata siciliana, per la ricetta mi sono rifatta alle cassate di Teresa e Rossella, ho solo modificato le dosi degli ingredienti in base alle mie esigenze, non ho utilizzato le goccioline di cioccolato ma solo canditi, né alcuna bagna, il pan di spagna si inumidisce grazie all’umidità della ricotta.
Per il pan di spagna, ho considerato la massa leggera del bravissimo fratello pasticciere di Antonia(Rimmel) che trovate qui, facendo tante piccole semi-sfere; me ne sono uscite 33.



CASSATINE
Pan di spagna

Ingredienti:
5 uova,
85 gr.di zucchero,
105 gr.di farina,
succo di 1/2 limone,
1/2 tazzina da caffè d'acqua. (io 20gr)
Preparazione:
1° Massa
Montare a spuma i rossi con lo zucchero tenendo da parte il 10% dello zucchero; una volta montati aggiungere gradualmente la farina.
2° Massa
Montare i bianchi a neve con il succo di limone, verso la fine aggiungere a pioggia lo zucchero tenuto da parte.
Prima di unire le due masse versare nei rossi montati l'acqua e farla assorbire girando lentamente,a questo punto unire i bianchi e mischiare delicatamente. Mettere il composto nella sac à poche (io ho fatto cadere il composto da un cucchiaino) e fare tanti mucchietti possibilmente uguali in una teglia ricoperta da carta forno, considerando che alla fine si devono ottenere delle semi sfere, cuocere a 180° (io 160° statico sopra e sotto) fino a doratura.

Ho trovato questa ricetta eccellente. Le palline di pan di spagna lievitavano in forno una meraviglia; belle fiere, non si abbassavano di un mm. Solo con la terza teglia ho avuto un po’ di problemini.
Io cuocio una teglia alla volta, per cui il composto si era leggermente smontato. Anche se le semisfere dell’ultima infornata non sono risultate cicciottissime, come base delle cassatine sono andate bene.
Mi permetto di dire che questa ricetta, pur essendo una delle migliori che ho utilizzato sino ad ora, insieme a quella dei sospiri di Ornella, non è affatto semplice. Se non avete dimestichezza con questo tipo di preparazioni, state molto attenti, rischiate di vedere le vostre palline di pan di spagna "spiaccicate" sulla teglia.
Io, nel tempo, a furia di sbagliare ho imparato, eppure ogni volta sto in tensione!!!

Per il ripieno di ricotta
800gr di ricotta di pecora (messa in frigo a scolare dal suo siero per 12 ore)
160 gr zucchero
Circa 200gr di canditi artigianali in pezzi (cedro, limone, arancia)
Setacciare la ricotta. Aggiungere lo zucchero e dare una vigorosa mescolata, fino a completo assorbimento. La ricotta deve risultare bella lucida. Alla fine inglobare al composto i canditi.

Per la pasta di mandorle.
250gr di mandorle ridotte in farina
250gr di zucchero
60gr. di acqua
Tre quarti di fialetta di colorante verde
Mettete in un tegame l'acqua e lo zucchero portandola ad ebollizione, aggiungete un pizzico di colorante verde, toglietela dal fuoco non appena lo zucchero fila ed incorporate la farina di mandorle mescolando fino a quando gli ingredienti si saranno amalgamati tra loro. Versate la pasta sul tavolo di marmo, opportunamente bagnato e appena sarà fredda lavoratela a lungo finchè non diventa liscia e compatta.

Per la glassa
Per la glassa avrei dovuto utilizzare il fondente di zucchero così come vidi fare ad un corso di pasticceria , ma non avendolo mai fatto, ho preparato la glassa a freddo di Gennarino che conosco bene, eppure ho fatto pasticci.
Volevo fare doppia dose, ma solo alla fine mi sono resa conto che avevo poco zucchero a velo e però la glassa mi serviva; dovevo decorare 33 cassatine!!!
Per cui ho iniziato ad andare ad occhio utilizzando lo zucchero che possedevo, aggiungendo più albumi, insomma alla fine qualcosa ho tirato fuori, ma non certo la perfezione;)
Per farvi capire la consistenza della mia glassa……. ma non ridete, hahahaha!!!!!!

cassatine

Lety, Domenica, appena ha visto la foto ha esclamato………..
Tina la glassa è liquidaaaaaaa!!!!!!!!
Però poi ha detto
….bellissime:))
Si è fatta perdonare la mia dolce Letyna hahaha!!!!!

Ingredienti:
375gr di zucchero a velo
3 albumi e
succo di mezzo limone
Per la preparazione e per vedere le giuste dosi, anche se vi consiglio di raddoppiarle, andate qui
Come montare le cassatine.
Con l’aiuto di un cucchiaio sistemare il composto sulla base della massa leggera, poggiare sopra un disco sottile di pasta di mandorle e mettere in frigo per almeno dodici ore. Dopo aver fatto trascorrere il tempo indicato, glassare le cassatine e poggiarvi immediatamente la ciliegia candita.
Lasciare insaporire, il giorno dopo le ho trovate ancora più buone!
Eccone l’interno.
Cassatine
E' stata una bella avventura, ma alla fine sono uscite delle splendide cassatine domenicali che mi hanno dato tante soddisfazioni...a prescindere dalla glassa;)

martedì 8 settembre 2009

La cassata siciliana

Questa “povera” cassata è da più di un mese che è “parcheggiata” su flickr in attesa di diventare post (faccinachediventarossa).

Cassata siciliana

L’avevo preparata per festeggiare degnamente il mio compleanno, ma poi, fra una cosa ed un’altra, è stata trascurata, e siamo giunti ad oggi.
Quando pensavo ad una cassata mi veniva in mente la bellissima cassata di Teresa, e l’altrettanto bella cassata di Rossella, su Gennarino, forum che ringrazio ancora una volta, ed è proprio a queste ricette che mi sono rifatta e che ho studiato, ben, bene, prima di partire per questa mia magica avventura e che consiglio vivamente di leggere data la loro precisione e date le foto del “passo a passo” che per me sono state fondamentali. Prima di cimentarvi date una letturina anche qui e qui, troverete nozioni interessantissime ed utili.

Per la PREPARAZIONE ed il MONTAGGIO vi rimando alla ricetta di Teresa. Non la riporto, scusatemi, ma sarebbe inutile, come ho già detto, è corredata di foto che sono fondamentali per la riuscita del dolce.

Per formare ho utilizzato uno stampo, che poi in realtà era un tegame da cucina di quelli bassi, avente come diametro 30cm e come altezza 7 cm. E’ uscita una “cassatona” che poteva soddisfare le esigenze di almeno 40 persone.

Per il PAN DI SPAGNA ho utilizzato uno stampo da 26 e ho seguito, come sempre, la ricetta classica senza lievito, servendomi di 6 uova e mettendo per ogni uovo, 30gr di farina e 30gr di zucchero. Utilizzando lo stesso stampo, la prossima volta ne farò uno più grande, questo è bastato, ma se ce ne fosse stato di più, sarebbe stato meglio.

Per la preparazione dello stesso vi rimando al blog di Marjlet che ci presenta un interessantissimo vademecum del pan di spagna, compreso di video, che consiglio di leggere.

Per il RIPIENO
1 Kg e 200 di ricotta di pecora (messa in frigo a scolare dal suo siero per 12 ore)
240 gr zucchero
110gr di goccioline di cioccolato

La prossima volta aggiungerò anche i pezzettini di canditi all'interno.


Per la PASTA DI MANDORLE mi sono rifatta alla ricetta di Rossella, dimezzandone però la dose, anche se ne sono abbondati circa 100gr. La riporto integralmente; fra parentesi le mie modifiche.


Preparate la pasta di mandorle aggiungendo del colorante verde (io 2 fialette, la prossima volta ne metterò almeno 3):

kg.1 di mandorle ridotte in farina (io 500gr)

kg.1 di zucchero (io 500gr)

250 gr. di acqua (io 125gr)


Mettete in un tegame l'acqua e lo zucchero portandola ad ebollizione, aggiungete un pizzico di colorante verde, toglietela dal fuoco non appena lo zucchero fila ed incorporate la farina di mandorle mescolando fino a quando gli ingredienti si saranno amalgamati tra loro. Versate la pasta sul tavolo di marmo, opportunanmete bagnato e appena sarà fredda lavoratela a lungo finchè non diventa liscia e compatta.

Per la GLASSA A FREDDO ho considerato la ricetta del sito di Gennarino, che riporto fedelmente, raddoppiandone, però, la dose. Anche qui ne è abbondata un po’; sempre fra parentesi le mie modifiche.
Ingredienti:

350 gr di zucchero a velo (io 700gr)

1 albume (io 2)

3 cucchiai di succo di limone (io 6)

una stecca di vaniglia.

La glassa è una preparazione semplicissima e di sicura riuscita, a condizione di NON usare lo zucchero a velo preparato in casa con il macinacaffè. Questo, infatti, non riesce a macinare lo zucchero come le macine di tipo industriale, con la sgradevolissima conseguenza di vedere la glassa appena preparata creparsi tutta durante l'asciugatura. Preparare lo zucchero vanigliato infilando, quattro o cinque giorni prima della preparazione del dolce, una stecca di vaniglia in un barattolo contenente lo zucchero (ricordate che la vaniglia può essere riutilizzata). Al momento di preparare la glassa, setacciare lo zucchero a velo in una ciotola. Aggiungere l'albume e tre cucchiai di succo di limone filtrato. Lavorare il composto con lo sbattitore elettrico fino ad ottenere una glassa liscia e senza grumi. Questa va poi conservata, in attesa del suo uso, coprendola con una pellicola per evitare che si secchi.

Anche per la BAGNA mi sono rifatta alla ricetta di Teresa raddoppiandone la dose. Non l’ho utilizzata tutta.
Mettere a bollire 200 gr di acqua (io 400gr) con due cucchiai colmi di zucchero (io 4) e la buccia di un limone non trattato fino a quando l'acqua non si sia ristretta più o meno della metà (questo sciroppo, una volta raffreddato, va diluito con una quantita' uguale di maraschino ( io Strega) o altro liquore a scelta).


Per la DECORAZIONE, logicamente, vanno usati canditi artigianali. I canditi sono fondamentali, rappresentano una parte sostanziale del dolce, per cui vi consiglio di non usare assolutamente quelli del super, bensì quelli artigianali, magari fatti da voi.

Leggere ciò che dice Anita (Tavernadei7peccati) qui mi ha letteralmente rapita:

Premesso che ognuno in casa propria cucina come vuole, la cassata "vera-vera" esige una decorazione faraonica: nel centro un'arancia candita intera, o un mandarino, a seconda delle dimensioni della cassata stessa. Dal frutto centrale partono i "petali" fatti di strisce di zuccata, dentro i quali si trovano frutti canditi a spicchi o a metà, pere, arance ed altri. Nei punti di giunzione delle strisce di zuccata e nei vuoti ci sono le ciliegie candite,e, se vogliamo essere proprio ortodossi, c'è una decorazione di glassa di zucchero sullo spessore della zuccata(meno di 1/2 cm), altra decorazione di glassa bianca effetto merletto sui bordi della cassata, violette candite e confettini argentati….


Teresa consiglia mezzo mandarino, del cedro, della zucca, delle ciliegie. Io ad agosto ho trovato solo il mandarino, il limone, l’arancia e le ciliegie. La zucca non è stata possibile reperirla.

Anche PER SERVIRLA si seguono delle consuetudini di cui non ero a conoscenza, ma che mi hanno affascinata e che ho seguito allegramente. Ancora Anita ci dice che:

nell'ortodossia di santa Cassata, c'è una regola pure per servirla, almeno a livello casalingo. Infatti si tolgono con cura i canditi della decorazione e si tengono da parte, accomodandoli con cura su un piatto, mentre i commensali osservano con bramosia e soppesano mentalmente, tipo contabili, la parte che toccherà loro. Quindi si divide la cassata, cercando di accontentare chi vuole il laterale tutto verde, o tutto bianco o metà e metà. A questo punto si dividono i canditi, mettendoli a parte, di fianco alla porzione, facendo in modo che ad ognuno ne tocchi uno per tipo. Resta ovviamente la rissa finale per prendersi l'arancia intera, che, per me, è la cosa migliore in assoluto!!!


Pur se in ritardo, sono felice di festeggiare insieme a voi il mio compleanno.
Questa fettona è tutta vostra, compreso di mandarino, il candito più importante;)

Cassata